CENNI STORICI

Le prime tracce documentate di antenne Delta Loop multibanda, realizzate mediante strutture rigide, risalgono alle costruzioni di Frank Cooper (G2QT), a partire dalla seconda metà degli anni ’50.
Nella sua vasta esperienza di costruttore e sperimentazione di varie tipologie d’antenna, Cooper arrivò a realizzare una 6 elementi Delta Loop tribanda, che preferirà rispetto a tutte le altre per le notevoli caratteristiche di guadagno e fronte/retro ottenute dal suo modello, pubblicato nell’edizione del 1978 dell’ARRL Antenna Anthology.

In Italia, all’inizio degli anni ’70, Giuseppe Molinaro (I1MOL) elaborava un suo progetto di Delta Loop multibanda avente il sistema di alimentazione a gamma macth con singola discesa. Il progetto diventò un articolo per QST, scritto con l’aiuto di Rick Tavan (N6XI), poi non più pubblicato.

Nel novembre del ’74, questa volta negli Stati Uniti, Allan A. Simpson (VE4AS) pubblicava su QST la descrizione della sua Delta Loop bibanda in “Two-band delta loop array”.

La Delta Loop a singola discesa di Molinaro fu riproposta successivamente da Silvano Contavalli (I4ZSQ) e Claudio Spada (I4USC) in “Costruiamo una Delta Loop per 20-15-10 m”  – Radio Kit Elettronica 12/1981.

Delta Loop singolo gamma match

Nell’ottobre del 1986 il progetto dell’antenna viene pubblicato nel libro “Antenne progettazione e costruzione” a cura di Nerio Neri (I4NE).

Versioni più elaborate, per numero di bande, complessità elettrica e meccanica, sono state realizzate a partire dalla fine degli anni ’80 anche da Koichi Nagai (JA3EY).

Delta Loop di Koichi Nagai
Delta Loop di Koichi Nagai

Partendo da un modello di Delta Loop ad 8 elementi (4+4) per 21 e 28 MHz, il radioamatore giapponese sviluppa anche un modello quadribanda, aggiungendo al disegno iniziale ulteriori 6 elementi (3+3) per 18 e 24 MHz.

Ai 14 elementi quadribanda vengono successivamente integrati ulteriori 11 loop risonanti sulla frequenza dei 144 MHz.
L’antenna, nella sua versione finale conta un numero complessivo di 25 elementi per 5 bande, disposti tutti su un unico boom.

Nel contempo non sono tuttavia mancati esempi di costruzioni personali e commerciali con varianti elettriche e meccaniche anche degne di nota.